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La Vexata Quaestio degli incarichi dirigenziali
nella ASL di Chieti
 

29/06/2000

Lo Stato Italiano si trascina ormai da troppi anni un pesante bagaglio di problemi irrisolti: per cattivo senso della programmazione, per incoscienza sindacale, per debolezza politica, per malafede, per irresponsabilità dei governanti. Per rimanere nel piccolo (si fa per dire) dei problemi della nostra professione ci limitiamo ad esaminare lo stato di applicazione dell'istituto degli incarichi dirigenziali dell'area medica e veterinaria.

La storia inizia non poco tempo fa, quando il D. Lgs. 502/92 (la legge di Riforma Sanitaria) all'art. 18 introduceva il criterio che eravamo tutti Dirigenti, dagli Assistenti agli Aiuti, ai Primari. In quei tempi veniva emanato anche il D. Lgs. 29/93 che regolamentava tutta la dirigenza dell'apparato pubblico dello Stato. Sia la 502/92 che la 29/93 erano due leggi veramente innovative perché introducevano il principio della responsabilità dirigenziale e, con esso, quello dell'ambito di autonomia gestionale del dirigente.

Il CCNL 5/12/96 (ormai scaduto) riclassificava pertanto i Dirigenti in I° livello (ex assistenti, ex aiuti ecc.) e II° livello (ex Primari ecc.) e dedicava molti articoli, dal 51 al 61, per definire i criteri di graduazione, affidamento, revoca, retribuzione, valutazione, e finanziamento degli incarichi. Il vecchio contratto, sotto il profilo delle regole, offriva anche buoni spunti perché le ASL potessero procedere all'affidamento degli incarichi. Fatto sta che, allo stato attuale (fine Giugno 2000) e a CCNL nuovo già firmato, la questione é tutt'altro che risolta e nessuno dei dirigenti medici e veterinari della ASL di Chieti ha avuto alcun incarico.

Non possiamo neanche dire che la Direzione Aziendale non si sia data da fare a tale proposito. È stata interpellata una Ditta privata, la ISSOS, che doveva supportare tecnicamente la graduazione degli incarichi, sono state fatte molte riunioni con le OO.SS. e finalmente il 28/01/00 veniva firmata la delibera n° 178 di graduazione delle posizioni dirigenziali dell'area Medica e Veterinaria. Nella delibera, in perfetta sintonia con la legge di riforma ter 229/99 (art. 13 che apporta modifiche all'art.15 della 502/92) sono stati identificati i seguenti tipi di incarichi:

Incarichi di struttura complessa (Art. 56 comma, 1.a, vecchio CCNL)

A1 (es. Responsabili di Dipartimento)
A2 (es. Responsabili di Divisioni o Servizi Ospedalieri o strutture territoriali complesse)

Incarichi di struttura semplice (Art. 56 comma, 1.b)

B (es. Responsabili di Unità Operative Semplici o Servizi Sanitari territoriali)

Incarichi non comportanti direzione di struttura (Art. 57)

C (es. Settori o moduli professionali) (comma, 3.a)
D (es. Competenza specialistica di base) (comma, 3.b)

Gli incarichi D riguardano i Dirigenti con meno di 5 anni di servizio. In totale nella Delibera risultano graduati circa 11 incarichi di tipo A1, 74 A2, 106 B, 261 C, 166 D. Da questi contingenti vanno tuttavia tolti gli incarichi che vanno al Personale Universitario Convenzionato, finanziato diversamente, e i posti vacanti. Utilizzando i criteri di cui all'art. 51 comma 2 del CCNL a ciascun incarico è stato attribuito un punteggio, che rappresenta anche il peso economico dell'incarico.

Molti Colleghi di fronte a questa Delibera hanno tirato un sospiro di sollievo e alcune OO.SS. hanno cantato vittoria. Pia illusione, poiché rimane irrisolto il problema fondamentale che ostacola l'attribuzione degli incarichi: il loro finanziamento. Infatti l'art. 60 del vecchio CCNL dettava delle regole ben precise a tale proposito e la ASL di Chieti, pur interpretando la legge nella maniera più estensiva possibile, aveva (anzi ha) a disposizione un fondo storico di circa 10 miliardi che non basta per dare gli incarichi, così come sono stati deliberati. La BEFFA é proprio qui: da una parte l'art.24 del D.Lgs. 29/93 stabilisce che alla graduazione delle funzioni dirigenziali é correlato il trattamento economico e dall'altra il CCNL ci impone un fondo storico di finanziamento incredibilmente basso rispetto alle ASL del Centro-Nord. La Regione avrebbe potuto incrementare il fondo ma, fino ad oggi, questo non è avvenuto.

Ma la BEFFA non è finita, in quanto il nuovo CCNL (art. 50), firmato pochi giorni fa, conferma che il finanziamento è quello di cui all'art. 60 del vecchio CCNL, incrementato di alcune voci che, per la nostra ASL, potranno ammontare a circa 1000-1500 milioni. Tale incremento fa soltanto ridere (tristemente per quanto riguarda noi!) perché con esso dovrebbe essere finanziata anche l'indennità annua per incarico di direzione di struttura complessa (art. 40 nuovo CCNL), che ammonta a £.18.263.000: si tratta in totale di circa 700 milioni per i Dirigenti A1 e A2 ospedalieri. Praticamente è come dire che il fondo di finanziamento per gli incarichi non era sufficiente nel vecchio CCNL e non lo è nel nuovo CCNL, neanche per retribuirli al minimo contrattuale. Anche il fatto di retribuire gli incarichi al minimo contrattuale, tutti uguali tra loro per fascia, sembra veramente una soluzione inaccettabile, in quanto assolutamente contraria al principio della differenziazione retributiva collegata al diverso peso dell'incarico e personalmente mortificante nei confronti del diverso impegno richiesto a ciascun dirigente. Allora delle due l'una: o dare gli incarichi è una necessità contrattuale (ignorata fino ad oggi!) oppure siamo stati indegnamente presi in giro!

Non è vero che siamo Dirigenti, non è vero che hanno bisogno di noi nella Sanità Pubblica, non è vero che il nostro rapporto possa essere considerato esclusivo, non è vero che siamo uguali ai nostri Colleghi del Nord, non è vero che l'Italia Centro-meridionale fa parte dell'Europa!

Nei colloqui avuti con il Direttore Generale egli afferma di non poter usufruire di nessuna altra fonte di finanziamento che non sia quella citata all'art.60 del vecchio CCNL. Crediamo di non potergli dare torto. Crediamo anche che soltanto la Regione possa risolvere questo increscioso problema trovando opportune forme di finanziamento. A questo momento (fine Giugno 2000) non ci sono stati segnali in tal senso.

Dr. Andrea Zezza
Responsabile Aziendale CIMO ASMD - ASL Chieti

 

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